anno scorso

Green Pass, ecco come funziona a Bari. Ma i ristoratori sono divisi

La Repubblica
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I ristoratori baresi si dividono sull'obbligo del green pass. Solo i clienti col certificato verde di vaccinazione possono pranzare o cenare nella sala interna climatizzata rispetto agli afosi dehor. I controlli però sembrano allontanare una parte dei turisti: "Non siamo tenuti a fare le guardie - spiega nel video Michelangelo Balzano, titolare di Mareviglie - il risultato è stato un calo enorme di gente e a pagare sono sempre i ristoratori". Altri disagi riguardano gli anziani poco propensi agli screenshot e a immortalare il qr code con la fotocamera dello smartphone. "Alcuni per ovviare hanno stampato e plastificato il green pass", racconta Alessandro Cioce, titolare del Matiti Brown. Qualche difficoltà viene segnalata dai clienti sul corretto funzionamento dell'app per la verifica, ma quasi tutti scelgono la linea della prudenza. "Chiediamo sempre il green pass - aggiunge Davide, dipendente di Riva Club - così evitiamo ogni problema. Se non dovessero mostrarlo noi non possiamo farli accedere negli spazi al coperto". La prospettiva però potrebbe cambiare bruscamente nei prossimi mesi: "La gente è molto titubante - dice Luca De Zio, de La terrazza di Luca's - oggi posso far accomodare i clienti all'aperto ma da settembre il problema sarà anche il mio". "Grazie al clima e agli spazi i nostri clienti gli accogliamo nei dehor. In vista dell'inverno spero che tutta la popolazione sia vaccinata", conclude Nicola Introna, co titolare di Eddycola .  .di Daniele Leuzzi

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